2.11.09

Le cose stanno così.

Un paio di giorni fa l'ispettore D'Avanzo ha inciso nella pietra i contorni dell'affaire Marrazzo.

"Le cose stanno così. Quei carabinieri che aggrediscono Piero Marrazzo in un appartamento privato, in compagnia di un viado, non sono canaglie a caccia di un bottino.
Non stanno preparando un'estorsione contro il governatore. Stanno raccogliendo il "materiale" per un ricatto che sarà utilizzato da altri, in altro modo, in un'altra città, con un altro obiettivo da quello del denaro."

Giuseppe D'Avanzo
31/10/2009
La Repubblica

Ovviamente, "gli altri" altri non sono che il Cavaliere con la sua corte di prezzolati. E i Caramba non sono alla ricerca di soldi, ma sono solo gli esecutori di un disegno superiore.
Sarà vero? Come la pensava, solo il giorno prima, il suo collega Bonini?

"Ecco come i quattro carabinieri tentarono di vendere quel filmato."

Carlo Bonini
30/10/2009
La Repubblica

E, ancora, Carlo Bonini il giorno successivo:
"(...)ho sentito che minacciavano Piero dicendo che se lo avessero portato in caserma lo avrebbero rovinato dato che stava con un transessuale. Ho sentito che uno dei due voleva 50 mila euro, ed altri 50 mila li voleva l' altro. Ma Piero non aveva quei soldi"

Carlo Bonini
01/11/2009
La Repubblica

Ovviamente, non si poteva pretendere che a Il Giornale sposassero la linea di Peppone:
"Quello più alto mi chiese di consegnare loro molti soldi e di andarli a prendere. Mi rifiutai dicendo che non ne avevo. Proposi di consegnare loro assegni. Ne compilai 3, mi sembra per importi di 10.000, 5.000 e 5.000 euro. Firmai e li consegnai. Non vi furono esplicite minacce verbali, ma l’uomo mi fece intendere con atteggiamenti e giri di parole che se non avessi pagato sarebbero stati guai. Ebbi paura di essere arrestato e anche per la mia incolumità. Pregai loro di lasciarmi libero".

Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica
01/11/2009
Il Giornale

Ma la mazzata definitiva al teorema D'Avanzo arriva stamane dal Corriere della Sera, che così scrive:
Marrazzo, nuove accuse ai ricattatori.
I carabinieri arrestati avrebbero rapinato numerosi trans. L’ipotesi di video su altri clienti.

Fiorenza Sarzanini
02/11/2009
Corriere della Sera

Purtroppo il modello D'Avanzo fa scuola. Alessandro Gilioli, giornalista de L'Espresso, che qui in passato abbiamo già incontrato parecchie volte, ieri così scriveva sul proprio blog:

"Quello che è certo invece è che Berlusconi mente spudoratamente quando si vanta di aver avvisato Marrazzo comportandosi da gentiluomo, «al contrario di quello che avrebbero fatto i leader della sinistra». Una balla pazzesca: lui, la figlia Marina e il “braccio armato” Signorini lo stavano prima facendo pubblicare su Libero e poi su Panorama. Solo alla fine, per motivi ancora ignoti, hanno deciso di farlo comprare dallo stesso Marrazzo (conservandone però copia a Segrate)."

Alessandro Gilioli - Piovono Rane

Capito? Per Gilioli Berlusconi mente spudoratamente. Il motivo per cui il Cavaliere non abbia fatto pubblicare il video gli è ignoto, ma sicuramente non è perché è un gentiluomo.
Il ragionamento non fa una piega. E' come se io dicessi che il Gilioli è un inguaribile sparaballe, ma che i motivi di questa mia convinzione mi fossero oscuri.
Le cose stanno così. Ma anche no.

24.10.09

Varie.

Lotto contro le sirene del fumo. Non capisco il motivo, ma in questi ultimi giorni il pensiero e la voglia di fumare stanno diventando pressanti, quasi più di quando, sette mesi fa, avevo smesso. Resistere x3.


Dieta: per la prima volta in 42 anni, credo che dovrò affrontare l'argomento. Per cominciare, via le bibite gassate duranti i pasti. Poi si vedrà.

Trans: ho notato che quasi tutti i quotidiani lo declinano al maschile (Unità, il Giornale, La Stampa, Corriere), mentre solo La Repubblica lo declina al femminile. Solidarietà a Marrazzo.

12.10.09

Not In My Back Yard.

Abbiamo il maxi inceneritore a 4 chilometri dal centro. Abbiamo la Tav. Abbiamo il polo fieristico più grande d'Europa, lì dove prima c'era una maxi raffineria. Abbiamo autostrade e tangenziali, con i loro svincoli, di ogni tipo e in ogni dove. Adesso, per non farci mancare proprio nulla, avremo anche il maxi tunnel.

4.10.09

Piangere e fottere.

Mentre i suoi scagnozzi mobilitavano la piazza per chiedere al dittatore di ritirare le querele contro Repubblica, ché sono contro la libertà di stampa, ieri De Benedetti, l'editore di Repubblica, vinceva un importante processo contro Berlusconi.
Il tribunale di Milano ha infatti condannato la Fininvest a pagare 750 milioni di euro alla Cir, quale parziale risarcimento per la vicenda "lodo Mondadori".
Considerato che Mondadori oggi capitalizza poco più di 850 milioni di euro, significa che il tribunale l'ha sostanzialmente regalata allo svizzerotto.


22.9.09

Verga omnes.

"L’ho detto una volta per tutte, con validità erga omnes, con valore perpetuo: quello che scrivono i giornali è sempre falso".

"In questo Paese non sarà mai possibile fare qualcosa finchè ci sarà di mezzo la stampa. La prima cosa da fare quando nascerà la Seconda Repubblica sarà una bella epurazione dei giornalisti in stile polpottiano".

La libertà di stampa che piace a D'Alema è quella di Pol Pot

Giampaolo Pansa
Libero
15/09/2009


Un lìder così cazzuto non poteva che essere Maximo.
Il nostro amato Cav. ne ha ancora di cose da imparare.

15.9.09

Smemorandi/2.

Carissimi:

Dario Fo, Nadine Gordimer, Gunther Grass, Josè Saramago, Silvia Amati Sas, Niccolò Ammaniti, Bruno Arpaia, Alberto Asor Rosa, Corrado Augias, Gae Aulenti, Marc Augè, Alessandro Baricco, Cecilia Bartoli, Zygmunt Bauman, Marco Bernabei, Velia Bianchi Ranci, Giovanna Bosco, Ulrich Beck, Tahar Ben Jelloun, Remo Bodei, Giovanni Bollea, Jorg Burmeister, Andrea Camilleri, Giovanna Cantarella, Massimo Caviglia, Javier Cercas, Vincenzo Consolo, Mauro Corona, Erri De Luca, Giovanni De Luna, Stefano Disegni, Christopher Duggan, Umberto Eco, Viktor Erofeev, Inge Feltrinelli, Cesare Freddi, Timothy Garton Ash, Maurizio Gasseau, Anthony Giddens, Paolo Giordano, Carlo Ginzburg, Andrè Glucksmann, Tullio Gregory, David Grossman, Marek Halter, Claude Lanzmann, Alessandro e Giuseppe Laterza, Jacques Le Goff, Bernard-Henri Levy, Carlo Lucarelli, Giacomo Marramao, Margaret Mazzantini, Giuseppe Montesano, Moni Ovadia, Amos Oz, Claudio Pavone, Daniel Pennac, Tullio Pericoli, Nicola Piovani, Sandra Petrignani, Renzo Piano, Tiziana Piovesana, Atiq Rahimi, Guido Rossi, Giorgio Ruffolo, Massimo L. Salvadori, Donald Sassoon, Roberto Saviano, Tiziano Scarpa, Peter Schneider, Antonio Scurati, Elvira e Antonio Sellerio, Luis Sepulveda, Clara Sereni, Salvatore Settis, Luigi Spaventa, Corrado Stajano, Sergio Staino, Gino Strada, Paco Ignacio Taibo II, Walter Tega, Oliviero Toscani, Federico Varese, il collettivo di scrittori bolognesi Wu Ming, Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Stefano Accorsi, Aldo, Giovanni e Giacomo, Antonio Albanese, Francesca Archibugi, Asia Argento, Angelo Barbagallo, Luca Barbarossa, Franco Battiato, Pippo Baudo, Marco Bellocchio, Roberto Benigni, Alessandro Bergonzoni, Enrico Bertolino, Claudio Bisio, Sandra Bonzi, Samuele Bersani, Bernardo Bertolucci, Nicoletta Braschi, Margherita Buy, Victoria Cabello, Liliana Cavani, Adriano Celentano, Suso Cecchi D'Amico, Ascanio Celestini, Francesca Comencini, Paola Cortellesi, Lella Costa, Saverio Costanzo, Maurizio Crozza, Enzo D'Alò, Carlo Degli Esposti, Fabio De Luigi, Benicio Del Toro, Gerard Depardieu, Teresa De Sio, Renato De Maria, Elio e le Storie tese, Fabio Farinella Pierfrancesco Favino, Davide Ferrario, Elda Ferri, Angela Finocchiaro, Carlo Freccero, Arnoldo Foà, Beppe Fiorello, Carla Fracci, Ivo Garrani, Alessandro Gassman, Dori Ghezzi, Massimo Ghini, Fabrizio Gifuni, Miguel Gotor, Francesco Guccini, Luca Guadagnino, Monica Guerritore, Corrado Guzzanti, Ugo Gregoretti, Paolo Hendel, Jovanotti, Claude Lanzmann, Daniele Luttazzi, Licia Maglietta, Fiorella Mannoia, Miranda Martino, Valerio Mastandrea, Mariangela Melato, Beppe Menegatti, Riccardo Milani, Helen Mirren, Milva, Mario Monicelli, Giuliano Montaldo, Laura Morante, Claudia Mori, Nanni Moretti, Caterina Murino, Maurizio Nichetti, Andrea Occhipinti, Ferzan Ozpetek, Goran Paskalievic, Giuseppe Piccioni, Ottavia Piccolo, Sandro Petraglia, Michele Placido, Domenico Procacci, Franca Rame, David Riondino, Marco Risi, Luca Ronconi, Francesco Rosi, Paolo Rossi, Stefano Rulli, Gabriele Salvatores, Stefania Sandrelli, Giulio Scarpati, Ettore Scola, Shel Shapiro, Daniele Silvestri, Giovanni Soldati, Silvio Soldini,Todd Solondz, Paolo Sorrentino, Tilda Swinton, Paolo ed Emilio Taviani, Filippo Timi, John Turturro, Ornella Vanoni, Carlo Verdone, Sandro Veronesi, Paolo Villaggio, Riccardo Barenghi, Ludina Barzini, Furio Colombo, Jean Daniel, Enrico Deaglio, Giovanni Floris, Marco Fratoddi, Bernard Guetta, Daniela Hamaui, John Kampfner, Sergio Lepri, John Lloyd, Viktor Loshak, Maurizio Mannoni, Adam Michnik, Dmitri Muratov, Edwy Plenel, Maurizio Porro, Nino Rizzo Nervo, Barbara Spinelli, Andrea Vianello, Fausto Bertinotti, Rosy Bindi, Sergio Cofferati, Daniel Cohn-Bendit, Matteo Colaninno, Gugliemo Epifani, Dario Franceschini, Giovanna Melandri, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Martin Schulz, Guy Verhofstadt, Franco Baldini, Giovanni Soldini, Anpi, Arci, Cgil, Libertà e Giustizia, don Luigi Ciotti presidente di Libera, Mediacoop, PeaceLink, Unione dei giovani avvocati, Unione italiana sport per tutti

ci sarebbe da mettere un'altra firmetta.

7.9.09

Bienvenido un cazzo.

Venezia - Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, è arrivato sul red carpet della 66^ Mostra del Cinema di Venezia salutato da bandiere e striscioni. Uno di questi riportava le parole "Bienvenido presidente" (Benvenuto presidente). C’erano anche bandierine gialle e rosse del Venezuela, una bandiera di Rifondazione comunista e una del presidio "No Dal Molin". Con un sottofondo di musica latino americana, una delegazione di ufficiali in alta uniforme, il presidente Chavez si è poi concesso ai flash dei fotografi e alle telecamere e ha salutato il pubblico lungo le transenne.

28.8.09

Smemorandi.

E alla fine il Berluska ha deciso di portare in tribunale La Repubblica, per la nota campagna a base di divorzi-Noemi-escort.
Tralascio il mio giudizio sull'opportunità di tale mossa, in quanto non sono affari miei.
Debbo però notare che, come era ampiamente prevedibile, in poche ore si è scatenata la cagnara mediatica.
Repubblica ha dapprima messo in campo il direttore e l'ispettore capo.
Poi sono partiti i commenti dei politici di parte, più la Fnsi e l'Odg, tutti ovviamente scandalizzati.
Infine il più classico degli appelli democratici a favore della Libertà di Stampa, a firma dei tre Tenori Repubblicones, che così inizia:

"La citazione in giudizio di Repubblica è interpretabile solo come tentativo di ridurre al silenzio la stampa, di anestetizzare l'opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni..."

Tutto bene, tutto normale. Se non fosse che, al contrario, non una foglia si era mossa, non un appello era stato lanciato quando, non più di due mesi fa, il querelante era stato il Lider Maximo e il querelato Il Giornale.

6.8.09

Piovono guardoni.

Di Alessandro Gilioli mi ero già occupato un anno fa circa. Negli ultimi mesi, ancor più di Luca Sofri, il ranide si è distinto nel ragguagliarci sulle porno avventure del Pres.del.Cons.
Ieri il nostro si è quindi buttato a pesce sul caso Guzzanti. Rivelazioni imbarazzanti, tra le quali quella dell'esistenza di trascrizioni di intercettazioni telefoniche riguardanti rapporti indecenti intercorsi tra Berlusconi e "cariche istituzionali", che il Presidente Napolitano avrebbe chiesto ai direttori degli organi di stampa italiani di non pubblicare.
Bon, qui le notizione sono due, sostanzialmente. Le presunte orge che Berlusconi intratteneva con future ministre, e l'intervento di Napolitano per bloccare la pubblicazione di tale notizia.
Ora, succede che Alessandro Gilioli di mestiere faccia il giornalista. E che, incidentalmente, lavori per il settimanale L'Espresso, che appartiene ad uno dei maggiori gruppi editoriali italiani, che ospita anche il suo blog.
Ci si chede: Gilioli, perché non fai il giornalista? Perché non telefoni a Daniela Hamaui, direttore de L'Espresso, oppure a Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, a chiedere se è vero che hanno avuto in mano le trascrizioni delle telefonate di cui parla Guzzanti, ma che non le hanno pubblicate per volere di Napolitano? Magari quelle trascrizioni ce le hanno ancora da qualche parte.

18.7.09

I nuovi pisquani®.

In questo post ce ne sono almeno un paio, ma di quelli belli grossi.